…da ceramiche spaiate, rimaste sole in un mercatino, o confuse tra gli scaffali in un grande magazzino.

Gli oggetti, in quanto tali e svincolati dal loro uso, mi affascinano. La forma, i colori, la consistenza, mi piacciono indipendentemente e spesso nonostante la loro destinazione d’uso. Un oggetto è poetico quando è capace di creare un immaginario, raccontare una storia e regalare bellezza soltanto per il fatto di esserci. Un oggetto può essere poetico in sé, per forma, per contenuto, o per storia; può essere poetico solo per me o universalmente riconosciuto tale. Può diventare poetico se accostato a qualcos’altro oppure lo può diventare se raccontato in maniera diversa. Sicuramente se è poetico è perché mi regala gioia ed è capace di trasformare in qualcosa di speciale una situazione “normale”. Con i Coccini Pop amo cercare dietro a quella più evidente e manifesta, una vita diversa delle ceramiche ; proprio come ognuno di noi sogna per la propria vita, mi piace cercare in loro un’altra possibilità o un’alternativa, sperando forse di poterla dare anche a me stessa. Dare una seconda vita alle cose fa bene a noi e anche al nostro pianeta. Ogni pezzo – trovato su una bancarella o dentro una credenza – ha la sua storia, che unita ad un’altra ne crea una nuova. Ecco perché li unisco, per tesserne una e tante, con trama di fantasia e ordito di porcellana. Pop è il rumore che sento in testa ogni volta che trovo un motivo (e un modo) per unirli.

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